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Giorni fa mi è stato chiesto di realizzare un report dell’ incontro del team SFI, analizzando in maniera obiettiva e scientifica il susseguirsi degli avvenimenti di quel 20 Dicembre 2014. E’ da quel giorno che provo e riprovo a scrivere qualcosa in modo da non far trapelare emozioni ma proprio non ce l’ ho fatta, poiché ogni volta che premevo un singolo tasto della tastiera mi sentivo come evirato, come se un bambino dovesse scrivere una lettera a Babbo Natale citando schematicamente i regali che avrebbe voluto trovare sotto l’ albero e niente più. No, non fa per me e ne sono fiero, ecco perché ora leggerete una pagina di diario della vita di cinque ragazzi che da più di un anno cercano di divulgare il verbo dello Street Fishing nella nostra penisola.

Alle 3 e mezza del mattino scendo da quel fetido treno che da Roma mi ha condotto a Pisa e mi appresto ad uscire dalla stazione per attendere Francesco, un ragazzo che ho sempre sentito per telefono ma mai visto di persona, che di lì a poco mi sarebbe venuto a prendere per trasferirci a Viareggio.

Subito dopo aver spento la seconda sigaretta Pisana vedo una punto nera fermarsi davanti a me; è proprio Francesco, accompagnato da Juri, un utente affezionato della pagina. I convenevoli non sono il mio forte e li saluto come se ci conoscessimo da sempre.

Dopo aver caricato la mia attrezzatura in macchina, partiamo per quel di Viareggio, carichi di aspettative e felici di esserci finalmente incontrati dopo più di un anno di conoscenza. 20 minuti dopo arriviamo sullo spot e ci dedichiamo alla pesca alla spigola con shad siliconici innescati a texas in un canale portuale, ma i risultati sono scarsi e decidiamo di raggiungere gli altri due amici poco distanti e, dopo il caffè più desiderato che io avessi mai bevuto, rimontiamo in macchina per la prossima destinazione. sunsetIn macchina si parla di pesca, catture memorabili e aspettative per quella giornata. Dopo circa 20 minuti raggiungiamo gli altri, che proprio non vogliono saperne di non salutarci calorosamente dopo tutto questo tempo di semplici messaggi di posta e telefonate. Mattia e Davide, questi i loro nomi, ci raccontano della loro nottata passata a spinnare nel porto di Lavagna senza alcun risultato e, carichi anche loro di entusiasmo, tirano fuori dalle rispettive macchine la loro attrezzatura e partiamo diretti alla foce nella quale avremmo pescato sfruttando il sorgere del sole, momento della giornata più prolifico per lo spinning marino. Gli approcci dedicati sono più o meno gli stessi per tutti, ovvero una combo a testa di media potenza per insidiare le spigole con piccoli shad e una combo più pesante al fine di insidiare pesci serra con long jerk, popper e voluminosi wtd. Le condizioni non sono il top per entrambi gli approcci, poiché la temperatura risultava troppo calda per le spigole in foce e troppo fredda per l’ attivazione del metabolismo dei pesci serra, per non parlare poi della leggera tramontana che formava una leggerissima onda lunga e poco più, condizioni non idilliache per lo spinning alla spigola in foce. Dopo circa tre ore di lanci decidiamo di deporre le armi con un leggero dispiacere visibile sul volto di tutti, ma con la consapevolezza di aver fatto il possibile per far si che qualche predatore accettasse la nostra sfida. Riprendiamo le macchine e ci dirigiamo in quel di Lerici, una piccola città portuale ricca di possibilità per gli amanti del light rock fishing data la presenza di fondale misto, prerogativa principe per poter insidiare piccoli serranidi e scorfani intanati in piccole tane tra le rocce. Arrivati in loco un pò stanchi ma tutto sommato felici per la splendida compagnia, montiamo le piccole canne da lrf con i relativi piccoli mulinelli caricati da finissime trecce e partiamo a piedi per raggiungere il porto, passando per il centro della piccola città ligure.

 

 



La gente del posto ci guarda con occhio interrogativo e incuriosito, niente di nuovo dato che tutti noi peschiamo in contesti cittadini nelle nostra rispettive zone, ma comunque io riesco sempre a percepire un senso di invidia da parte delle persone che mi guardano, come se anche loro volessero provare a sentirsi liberi di camminare col sorriso non curanti di ciò che li circonda, evadendo così da una quotidianità che ti uccide piano piano giorno dopo giorno. Arrivati in loco ci apprestiamo a pescare e lo spot non delude le aspettative, regalandoci molteplici catture di piccoli predatori portuali, facendoci divertire moltissimo facendoci dimenticare dell’ insperato cappotto della mattinata in foce. nel frattempo ci raggiunge massimo, il quinto del team, che ci è venuto a trovare nonostante fosse il compleanno di suo figlio. In compagnia di Massimo c’è Fabrizio, un’altro nostro affezionato utente della pagina, che durante la giornata si scoprì essere “L’uomo che sussurrava agli scorfani”. Dopo l’ arrivo di Massimo e Fabrizio notiamo con piacere l’ arrivo di Maurizio , un giovane pescatore locale che come noi ama la pesca a spinning e che ormai da tempo pratica il culto dello Street Fishing marino, incarnando a pieno i valori del nostro credo; che dire, davvero una gradita sorpresa. Arriva l’ ora di pranzare e ci dirigiamo tutti verso una graziosa rosticceria a due passi dal porto e, dopo aver bevuto una birra e mangiato una squisita frittura di pesce, ci apprestiamo nuovamente a pescare dopo aver fatto una piccola passeggiata digestiva nel piccolo ma accogliente mercatino di Natale di Lerici e dopo aver ammirato il grazioso presepe natalizio ubicato nel centro della piazza di fronte al porto. Il sonno post pranzo e i muscoli affaticati si fanno sentire e dopo un’ ora decidiamo di tornare alle macchine, con in testa un solo pensiero: il letto di casa. Saluto Mattia, Davide e Massimo, con l’augurio di rivederci il più presto possibile e mi dirigo alla macchina con Francesco e Juri, i quali mi riaccompagnarono alla stazione di Pisa dove ripresi il fetido treno per Roma.

Le emozioni provate sono state innumerevoli, capaci di farci sorridere nonostante le numerose ore passate in piedi e il sofferto cappotto al sorgere del sole. In treno penso alle meravigliose persone che ho visto oggi. Penso a Juri, che come me è un patito di moto, a Mattia, che con il suo telefono all’orecchio sembrava spostare enormi capitali da un paese all’altro facendosi chiamare “dottore”, a Davide, che nonostante la sua grande mole si è scoperto essere una persona generosa e allegra, penso inoltre a Massimo, che pur di vederci ha preferito assentarsi per qualche ora da casa il giorno del compleanno di suo figlio. Infine penso a Francesco, la persona per la quale tutto questo è stato realizzato e che da più di un anno crede in noi dandoci la possibilità di lavorare per cercare di espandere il nostro credo in Italia. I freni del treno fischiano fino a farlo fermare, segno che sono arrivato. Saluto il fetido treno sperando di riprenderlo presto; molto presto.

Author: Andrea Vescovi
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